Miodesopsie o mosche volanti

Le miodesopsie, o mosche volanti, sono puntini, filamenti o piccole ragnatele che si muovono nel campo visivo, soprattutto su sfondi chiari. Di solito dipendono dal naturale invecchiamento del corpo vitreo e non sono pericolose; se però compaiono all’improvviso, con lampi di luce o un’ombra nel campo visivo, serve subito una visita oculistica.

A cura del Dr. Alberto Bellone, Medico Referente dell’Unità Funzionale di Oculistica della Casa di Cura Sedes Sapientiae di Torino. Visite a Torino e Ivrea: sedi e contatti. Aggiornato a ottobre 2026.

È capitato più o meno a tutti. Stiamo guardando il mare, il cielo azzurro in una giornata particolarmente luminosa, o più semplicemente lo schermo bianco del computer o il foglio sul quale stiamo scrivendo e notiamo di colpo la presenza di tanti piccoli corpuscoli scuri, filamenti e macchioline che passano galleggiando sul nostro campo visivo.

Comunemente detti mosche volanti, questi corpi mobili sono scientificamente definiti miodesopsie o, proprio per la loro natura “fluttuante”, floater, che in inglese significa “galleggiante”.

Pur non essendo di per sé pericolose per la vista, le miodesopsie non vanno trascurate: possono essere la spia di una patologia oculare più grave (ad esempio il distacco della retina) o semplicemente dare fastidio nelle attività quotidiane, prima fra tutte la lettura.

Come si vedono le mosche volanti: puntini, ragnatele, filamenti

In presenza di luce i corpi mobili vitreali proiettano la loro ombra sulla retina e vengono percepiti come oggetti nel campo visivo, che sembrano muoversi insieme ai movimenti dell’occhio. Le forme possono essere diverse: puntini, cerchi, linee, nuvole o ragnatele; di solito si notano fissando uno sfondo chiaro, come il cielo limpido, un foglio di carta o una parete bianca.

Possono apparire scure o trasparenti a seconda della densità dell’addensamento e della luce: chi parla di “mosche bianche” o di “macchie trasparenti” descrive lo stesso fenomeno visto su uno sfondo diverso. Si spostano quando l’occhio si muove e continuano a scivolare per un attimo quando lo sguardo si ferma, perché galleggiano nel gel del vitreo.

Le cause delle miodesopsie

Per descrivere le cause delle miodesopsie è necessario soffermarsi brevemente sull’anatomia dell’occhio. Il volume dell’occhio è costituito per circa due terzi dal corpo vitreo, una sostanza limpida e di consistenza gelatinosa che, riempiendo lo spazio compreso fra il cristallino e la retina, mantiene la forma sferica del bulbo oculare.

A cosa serve il corpo vitreo?

Il corpo vitreo offre all’occhio un supporto meccanico e nutritivo, oltre a una funzione ottica grazie alla sua trasparenza. Il gel vitreale è costituito per il 99% da acqua e per il restante 1% da fibre collagene, zuccheri, cellule vitree (ialociti), proteine, acido ialuronico ed elettroliti, che ne costituiscono l’impalcatura.

Come si formano le mosche volanti?

Il deterioramento della microstruttura del corpo vitreo inizia con la fluidificazione della componente gelatinosa: le fibre di collagene iniziano a frammentarsi e formano filamenti di forme diverse che, talora intrecciati tra loro, proiettano un’ombra sulla retina e vengono percepiti come opacità, le famose “mosche volanti”.

La degenerazione vitreale è un fenomeno naturale dovuto innanzitutto all’invecchiamento: per questo dopo i 40-50 anni è più facile accorgersi del problema. Un’altra causa è la miopia che, se piuttosto elevata (al di sopra delle 5 diottrie circa), può accelerare la degenerazione anche in giovane età, tra i 20 e i 30 anni. Più raramente le miodesopsie compaiono dopo traumi all’occhio o alla testa, infiammazioni interne dell’occhio o piccole emorragie nel vitreo.

Con gli anni il vitreo può contrarsi e staccarsi dalla retina che sta dietro: è il “distacco posteriore del vitreo”, un’evenienza comune dopo i 45 anni che di solito non provoca problemi. In alcuni casi, però, il vitreo resta aderente alla retina in qualche punto e la tira (“trazione vitreoretinica”): ne possono derivare rotture retiniche, piccole emorragie nel vitreo e la comparsa di numerosi corpi mobili.

Miodesopsie e stress

Lo stress non è una causa dimostrata delle miodesopsie. Può però renderle più evidenti: quando si è stanchi o in ansia si presta più attenzione ai disturbi visivi, e corpi mobili che prima passavano inosservati diventano fastidiosi. Se le mosche volanti sono comparse in un periodo di stress, la visita serve comunque a escludere una causa retinica, soprattutto se l’inizio è stato improvviso.

Le miodesopsie sono pericolose? Quando preoccuparsi

I corpi mobili che si formano per la naturale trasformazione del corpo vitreo non sono, in quanto tali, dannosi per la salute dell’occhio. Sono però spesso il sintomo che porta a scoprire degenerazioni della retina altrimenti silenziose, che a volte richiedono un trattamento laser per prevenire il distacco di retina: per questo una visita oculistica è sempre consigliabile.

Serve una visita subito se compare uno di questi segnali:

  • molti corpi mobili nuovi all’improvviso, come una “pioggia” di puntini;
  • lampi di luce (fosfeni), soprattutto ai lati del campo visivo, da non confondere con l’aura visiva;
  • un’ombra o una tenda che copre una parte della visione;
  • calo della vista dopo un trauma all’occhio.

I lampi nascono perché la retina trasforma anche gli stimoli meccanici, come una trazione, in segnali luminosi. Una rottura della retina riconosciuta e trattata in tempo con il laser riduce il rischio che evolva in un distacco di retina.

Cosa controlla l’oculista durante la visita

Il paziente con sintomi acuti non vede i piccoli corpi mobili che abbiamo tutti, ma opacità più grandi e fluttuanti, che possono anche oscurare in parte il campo visivo. Va esaminato con attenzione, con il fondo dell’occhio in dilatazione, per capire i rapporti del vitreo con la retina: se si è formata una rottura, va trattata subito con il laser, che crea una cicatrice intorno alla lesione, e per alcuni giorni bisogna limitare l’attività fisica.

Se non ci sono alterazioni della retina periferica (rotture o fori), con l’OCT si analizzano la retina centrale e la macula, per capire se il vitreo si è staccato sul nervo ottico, sulla fovea o sulla macula e come sta avvenendo il distacco.

Si guarisce dalle miodesopsie?

Le miodesopsie legate all’invecchiamento del vitreo non si “sciolgono”, ma spesso diventano meno fastidiose nel giro di settimane o mesi: l’addensamento può scendere in basso, fuori dall’asse visivo, e il cervello impara a ignorarlo. Per questo molte persone raccontano di esserne “guarite” senza alcun trattamento. Quando invece restano grandi, centrali e disturbano la lettura o il lavoro, si può valutare con l’oculista un trattamento, sapendo che nessuna opzione dà un risultato garantito. Quando e perché le miodesopsie possono scomparire è spiegato in dettaglio su vitrectomia.eu.

Colliri, integratori e rimedi naturali

Oggi non esistono colliri, integratori o rimedi naturali che abbiano dimostrato di sciogliere i corpi mobili del vitreo. Prodotti a base di enzimi o estratti vegetali vengono proposti spesso, ma gli studi disponibili sono piccoli e non permettono di consigliarli. Un collirio lubrificante può dare sollievo se insieme alle miodesopsie c’è secchezza oculare, ma non agisce sul vitreo.

Trattamenti: quando si interviene

Una visita oculistica approfondita esclude che le miodesopsie siano la manifestazione di una malattia oculare più grave. Esclusa questa ipotesi, e considerato che non esistono farmaci specifici per i corpi mobili, le strade terapeutiche sono due: il laser YAG (vitreolisi) o la vitrectomia. La scelta si fa insieme all’oculista in base alle caratteristiche delle miodesopsie.

Va detto con chiarezza che oggi non sono disponibili trattamenti dei corpi mobili vitreali con standard di efficacia e sicurezza paragonabili ad altre chirurgie, come quella della cataratta: per questo si interviene solo quando il disturbo è importante e dopo aver valutato i rischi.

La vitreolisi con YAG laser

Con piccoli impulsi di YAG laser i corpi mobili vengono vaporizzati e ridotti di dimensioni, senza entrare chirurgicamente nell’occhio. Il trattamento può essere indicato quando i corpi mobili sono ben visibili e si trovano ad almeno 2 mm di distanza dalla retina e dal cristallino, e quando non ci sono infiammazioni attive di queste strutture.

Il trattamento è ambulatoriale, di solito non doloroso, e dura dai 10 ai 30 minuti; al termine il paziente può riprendere le normali attività. Il laser agisce in tre modi:

  • la vaporizzazione colpisce direttamente le fibrille che formano i corpi mobili, trasformandole in gas;
  • la delocalizzazione taglia i sottili filamenti che tengono in posizione il floater, che cade in basso e non interferisce più con la visione;
  • l’assottigliamento si preferisce quando i floaters sono multipli, fibrosi e difficili da vaporizzare: non potendo fare un numero elevato di spot per non surriscaldare il vitreo, si sceglie di diradarli.

Spesso serve più di un trattamento, e lo scopo è ridurre le opacità presenti nel vitreo, non rimuoverlo: se il vitreo è danneggiato in modo permanente, offuscato o striato, il laser non può cambiarlo. Le complicanze possibili sono l’aumento della pressione oculare, la cataratta e il distacco di retina.

La vitrectomia mininvasiva

La vitrectomia è una tecnica di microchirurgia con cui il vitreo viene rimosso, in parte o del tutto, attraverso microsonde di diametro molto ridotto (circa 0,4 millimetri), che riducono il trauma chirurgico e favoriscono una ripresa più rapida. Lo strumento, il vitrectomo, aspira e taglia il vitreo ad altissima frequenza (oggi fino a 20.000 tagli al minuto), per non creare trazioni sulla retina.

L’intervento si esegue in anestesia locale o generale e dura in genere circa 20 minuti, a seconda del caso; il recupero, salvo complicanze, è di solito rapido. Dopo l’intervento il paziente deve usare alcuni colliri, seguire certe posizioni per il sonno ed evitare sforzi e traumi. Le complicanze più comuni sono la rottura della retina, il distacco di retina, l’aumento della pressione oculare e la cataratta.

È opportuno quindi valutare con il proprio oculista i pro e i contro di ogni scelta per trovare la soluzione più adatta al proprio caso.

Le visite si svolgono negli studi di Torino e di Ivrea; gli interventi presso la Casa di Cura Sedes Sapientiae di Torino (Gruppo Humanitas) e la clinica Aurora di Banchette, vicino a Ivrea. Indirizzi e contatti nella pagina dove ricevo. Sulla vitrectomia per le miodesopsie c’è un approfondimento dedicato su vitrectomia.eu.

Domande frequenti

Le miodesopsie sono pericolose?

Nella maggior parte dei casi no: dipendono dall’invecchiamento del vitreo e non danneggiano la vista. Diventano un segnale d’allarme quando compaiono all’improvviso, sono molte o si accompagnano a lampi di luce o a un’ombra nel campo visivo: in questi casi serve subito una visita per escludere una rottura della retina.

Esiste un collirio per le miodesopsie?

No: oggi nessun collirio ha dimostrato di sciogliere i corpi mobili del vitreo. Un collirio lubrificante può aiutare se c’è anche secchezza oculare, ma non agisce sulle mosche volanti.

Lo stress può causare le mosche volanti?

Non ci sono prove che lo stress le provochi. Può però farle notare di più, perché si presta più attenzione ai disturbi visivi. Se sono comparse all’improvviso, la visita va fatta comunque.

A quale oculista rivolgersi per le miodesopsie?

Il primo passo è un oculista che esamini il fondo dell’occhio in dilatazione e, se serve, esegua un OCT. Se si valuta un trattamento, è utile il parere di uno specialista di chirurgia vitreoretinica, che conosca sia il laser YAG sia la vitrectomia e possa spiegarne vantaggi e limiti per il singolo caso.

Video

Altre patologie del vitreo e della retina nella sezione retina e nell’indice delle patologie oculari.

Fonti